08/12/2008

Dialogo senza senso

La sua casa era la spiaggia. L’intimo nido dove muoversi con naturalezza. Lo invitò da lei una sera, solo così per parlare, per una forma di cortesia mista a compiacimento per ricambiare i suoi sguardi attenti.

Si trovarono sul molo del porto, il miglior salone che abbia mai conosciuto una casa che si possa definire tale, seduti su un divano ricoperto di lino ai piedi del faro.

Questa è la mia casa d’aria, disse lei. L’unico posto che, dopo troppo girovagare, ho scelto di abitare. L’unico che mi sembra abbastanza piccolo da sentire mio.

Bizzarro, le rispose lui.

Ti fa paura?

No, solo non mi è mai capitato.

Sei solo ristretto in un’idea. La casa più difficile da abitare è la testa di chi vorresti per te. Un buco senza fine. Solo così posso essere sicura che prima o poi quella che sono rimbalzerà sulla fine del mondo e mi tornerà di nuovo addosso come un boomerang, senza dispersioni, reale come questo momento. Se ti parlassi dentro delle mura posso solo sperare che tu riesca ad avere un fondo. Possibilmente colorato. Del resto perché dovresti potermi rispondere a qualsiasi domanda come io vorrei?

Se ti va possiamo condividere domande e risposte.

Si, hai ragione, ma riusciremmo a farlo fino a quando nessun sentimento ci si mette di mezzo.

Difficile vero?

Umano direi, dagli istinti infiniti e dotato di mezzi limitati.

Già come le parole, sembrano non bastare mai.

A volte pare di riuscire a dire tutto e invece le sensazioni si rivoltano nello stomaco come il peggior sgarro all’umana conquista di coscienza.

Questa si chiama pretesa.

No, si chiama paura di ingabbiare il sogno.

Pensi potrei riuscire a farlo?

Si lo stai facendo anche ora. Io ti parlo, qualcosa dentro di te risuona come un bersaglio trafitto nel centro. Ma la paura di lasciare la tua casa vince ogni cosa. Lo sento, lo avverto semplicemente dall’odore che fa fremere le tue narici.

Che dovrei fare?

Pensare di essere qui tra quarant’anni, esattamente nello stesso istante, a raccontarmi le stesse cose.

 

 

 

19:14 Scritto da: lesfem in hic et nunc | Link permanente | Commenti (21) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

ciao les. bello. mi piace. soprattutto mi piace quell'eco che come torna indietro. dopo essere arrivato alla fine del mondo. io a volte vorrei essere di vetro così, nonostante le parole, si vedrebbe l'essenza. ciao. :)

Scritto da: astro | 23/12/2008

ciao les, è sempre piacevole leggert, auguri

Scritto da: refusi | 24/12/2008

chissa se l'anno nuovo avbremo ancora l'onore di qualche tua presenza saltuaria???
buon anno

Scritto da: refusi | 31/12/2008

Passadì unu bellu duamitza e noi, bonu inghitzu e mellus fini.
Thewasteland

Scritto da: thewasteland | 31/12/2008

Come sempre, sono molto belli i tuoi post.
Ti auguro un felice 2009 con un abbraccio.
Melania

Scritto da: Melania | 01/01/2009

ripasso quì dopo molto tempo...ed immagini questo un luogo eterno con solo sabbia, mare e cielo, perduto el tempo con nulla, ad aspettare nulla, liberi da ogni pensiero. L'infinito nelle mani e nulla per sempre.....finalmente....

Scritto da: ultrainterent | 22/01/2009

un saluto, aspettandoti

Scritto da: refusi | 26/02/2009

... l'appuntamento è tra quarant'anni?
sorry!

Scritto da: thewasteland | 02/03/2009

mi rispecchio nei tuoi desideri... volevo carpirti il segreto femminile che possiedi, ma sei scappata via, come sempre... per ora...

Scritto da: thewasteland | 25/03/2009

confessa, hai paura del ponte...

Scritto da: thewasteland | 06/05/2009

confesso (tocca a me...) che ci ho dovuto pensare un po' per ricordare...
... ma essendo tu un'isola, potresti avere paura del ponte che ti farebbe diventare continente (la sindrome siciliana)...
mi fa piacere che tu ci sia...*

Scritto da: thewasteland | 22/05/2009

...facevo solo similitudini sulla realtà storica... non so se siano in programma dei ponti sui Navigli...
io su un'isola ci vivo pure, dunque qui "e tutto amplificato"... ah ah...
p.s.: stai attuando una sorta di maoismo del 2000... lui consigliava di sedersi a bordo fiume...

Scritto da: thewasteland | 22/05/2009

mo tesoro, a lui venne da ululare ma subito dopo quella delle due dita lo fece tornare in terra. perchè vedi, basta che io m'insinui che divento un macigno. quella delle due dita può persino dichiarare gli stati d'assedio ma è scabbia che non prude...non posso farci nulla...nulla.

Scritto da: nina | 20/06/2009

ogni tanto ripasso, sia mai che....

Scritto da: refusi | 05/10/2009

non mi sembra affatto un dialogo privo di senso...

Scritto da: InchiostroBlue | 12/12/2009

sarà Natale, ovunque tu sia, anche per te

Scritto da: refusi | 23/12/2009

dunque devo recuperare tanto: buon ferragosto, buon Natale, buon anno, buon carnevale (ambrosiano e non) e pure buon compleanno, per completezza... buon tutto...

Scritto da: thewasteland | 07/02/2010

diciotto...

Scritto da: indian | 04/03/2010

ehi, grazie del commento. molto piacere risentirti. spero che riconminci a scrivere.così anch'io mi sento unpo' più motivato a scrivere più spesso. a presto, spero
w

Scritto da: w | 01/11/2010

...venti...

Scritto da: thewasteland | 30/06/2011

un saluto a te... e a Nina desaparecida..., M.

Scritto da: thewasteland | 21/08/2011

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